Con un’infanzia passata a difendersi dai bulli per la sua personalità tetra, un talento da disegnatore e una formazione accademica nell’animazione presso il CalArts di Los Angeles, storica accademia della Disney, Tim Burton diventa autore di mondi in cui l’outsider non è un personaggio sinistro negativo, bensì il contrario.

Presenta un cinema che sfida molto i canoni fiabeschi della stessa Disney, per poi evolversi e presentare progetti in cui realtà sinistre giacciono in un mondo perfetto e solare. All’apparenza i suoi personaggi sembrano i cattivi, ma ben presto capiamo che sono il simbolo della libertà, di una ribellione ad un mondo perfetto dove chiunque vive una vita felice all’apparenza, ma monotona e triste nella realtà. Un concetto espresso nella narrativa tanto quanto nell’estetica, considerando il suo forte rapporto con la scenografia e i costumi, abilità provenienti, appunto, dal disegno.

Tornando a parlare dell’animazione e osservando meglio i suoi primi lavori si comprende che la sua carriera cinematografica è partita da lì, per essere precisi dalla cosiddetta tecnica dello stop-motion, adatta per tradurre meglio il suo stile. Ci sono anche i suoi personaggi tetri, riconoscibili dall’aspetto magrolino e dagli occhi grandi e spiritati.

Edward Mani di Forbice, 1990

Parnassus

Uno dei capolavori più personali di Tim Burton, con un protagonista interpretato da Johnny Depp. Il tema riflette chiaramente l’outsider che cerca di farsi strada, con difficoltà, nella società, nonostante la sua cupidigia estetica e caratteristica. Con l’andare della storia si rivelerà, però, essere il più umano e vero di tutti, rispetto a quella falsa società che inizialmente lo respinge, apparentemente perfetta e solare. Il tema del bullismo rivela, infatti, questo fondo di verità, quando Edward è in procinto di dichiararsi alla sua amata, ma viene fermata dal fidanzato di lei, aggressivo e violento. Il finale mostra come l’amare se stessi vince sempre su tutto e che questo significa vivere. Il film mostra anche un profondo legame col Frankenstein di Mary Shelly, paragonando Edward alla creatura e la società a coloro che cercano di respingerlo. .

Batman, 1992

The Man Who Killed Don Quixote

Uno dei più sorprendenti lavori di Tim Burton, portando un personaggio della DC, interpretato da un giovane Micheal Keaton, nel suo immaginario gotico e cupo. Lo racconta come un reietto della società, con dei tratti interni di fragilità, questo quando parla del rapporto fra Bruce Wayne e l’infanzia che gli è stata strappata via. Jack Nepier, Joker, interpretato da Jack Nicholson, viene visto come l’aggressore che cerca di eliminare il reietto, mentre Vicky Vale colei che lo accetta per quello che è. Anche nelle scenografie non si tradisce, rappresentando una Gotham City col suo stile architettonico gotico personale, sfruttando anche la presenza del degrado urbano.

Big Fish, 2003

12 Monkeys

Lo spettatore riceve in sala una lezione sulla vita e sul fatto che non bisogna mai trascurarla e attraverso la storia del protagonista Edward Bloom, interpretato da un giovane Ewan MCcgregor, che racconta la storia al figlio Will, si scopre quanto questo sia vero, grazie al tema del viaggio e di quanto offre. Parliamo di avventure, conflitti, amore, amicizia e la possibilità di crearsi una famiglia, cosa di cui prendersi sempre cura. Questo avviene, soprattutto, quando sai che un membro della tua famiglia è prossimo a lasciarti, per vecchiaia o per una malattia e che non potresti rivederlo mai più, soprattutto se si tratta del proprio padre.

La Sposa Cadavere, 2005

Brazil

Tim Burton attira il pubblico in una realtà matrimoniale tetra ed oscura, rivelando in che cosa consiste realmente il matrimonio stesso: un affare, un dare e un avere, un semplice tentativo di arricchirsi, senza la minima presenza di amore. Per i protagonisti, Victor, Victoria ed Emily, la sposa cadavere, sono momenti di fragilità, in cui cercano l’amore vero affrontando confusioni, conflitti e discussioni, trovandolo in un finale dove tutto si riappacifica, in cui i due innamorati si promettono amore e la sposa accetta il suo destino, tornando nell’aldilà.

Lo sapevi che...?

lo sapevi?

Tim Burton è stato vicino a realizzare un film su Superman con Nicolas Cage come attore protagonista, idea che poi, in fase di produzione, venne bloccata e annullata, ma poi ripresa e riciclata per il film “The Flash” di Andy Muschietti. Trattasi di una breve sequenza nelle scene finali.

Aveva come compagni al CalArts con le persone che sarebbe divenute i futuri volti dell’animazione 3D, fra cui John Lasseter, futuro fondatore della Pixar e Brad Bird, regista di alcuni dei più importanti capolavori Disney Pixar dell’azienda. Ancora oggi sono in buoni rapporti.

Viene considerato da molti come il fondatore del genere Cinecomic, cosa che ha spinto futuri registi e produttori a buttarsi nell’impresa e farne alcuni, precisamente dopo che lo stesso Burton realizza Batman – Il Ritorno. Fra questi abbiamo, appunto, Sam Raimi con Spider-Man, Ang Lee con Hulk e Guillermo Del Toro con Blade II e per citare un produttore parliamo di Kevin Feige con il Marvel Cinematic Universe, ora anche direttore creativo.

lo sapevi?

In un panorama cinematografico contemporaneo è importante riscoprire il talento narrativo-visivo di Tim Burton, per comprendere chi sia veramente la persona vuota e chi invece sia quella priva di umanità.